Nel mare di Torvaianica cadde un Ufo?


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Misteri – Era una domenica il 5 marzo del 2000, quando il Tg Rai del Lazio diede una notizia che per qualche giorno fece scalpore: “Oggi è stato avvistato nei pressi di Fiumicino un oggetto volante non identificato (Ufo) che, a detta dei vari testimoni dalla spiaggia di Torvaianica, precipitava in mare. La presunta forma dell’oggetto è stata paragonata ad un pallone sonda o ad un deltaplano. Carabinieri, Marina ed altri hanno per ora perlustrato tutta la zona interessata, senza nessun riscontro positivo”. Questa la breve notizia che entrò nelle case di chi stava assistendo al telegiornale regionale.

Il giorno dopo, un articolo del Messaggero drammatizzava la notizia in questi termini: “Un aereo è finito in mare, falso allarme a Torvaianica”. “Correte, c’è un velivolo che è precipitato in mare, proprio davanti ai Cancelli Rossi, – si leggeva nell’articolo –  a un miglio di distanza dalla costa”. Due voci concitate ma affidabili, trattandosi di Vigili del Fuoco in pensione, hanno allertato ieri mattina a Torvaianica un imponente spiegamento di forze per la ricerca in mare di un ‘qualcosa’ che si sarebbe inabissato. Fino al calare del buio però, né motovedette né elicottero hanno trovato nulla. L’allarme è scattato quando, intorno a mezzogiorno, i due ex pompieri hanno chiamato il 115 annunciando quanto avevano appena visto dal presidio dei VVFF di Torvaianica. Da Roma sono partite le squadre sommozzatori ed un elicottero.

A quei mezzi si sono presto aggiunte due motovedette della Guardia Costiera salpate da Fiumicino, un mezzo della Guardia di Finanza e nel pomeriggio anche un velivolo della Polizia. A terra collaborazione anche dei volontari della Protezione Civile del gruppo ‘Echo’ di Pomezia. Gli equipaggi hanno scandagliato con attenzione le acque antistanti Torvaianica, specie dopo che si era diffusa la voce che un aereo turistico, un Piper, atteso nell’aviosuperficie Cormorano di Nettuno per le ore 13, non era mai arrivato. Si sarebbe trattato di un velivolo con a bordo due passeggeri, entrambi giornalisti, decollato da Livorno. Nel primo pomeriggio però, gli investigatori del Commissariato di Anzio hanno rintracciato i presunti dispersi: quell’aereo da Livorno non era mai decollato. Con il calare del buio è arrivata anche la decisione di sospendere le ricerche. Il convincimento che quell’oggetto volante non identificato possa essere magari un pallone sonda ha allentato comunque la tensione sull’eventualità dell’inabissamento”.

Quindi, abbiamo due testimoni di tutto rispetto che vedono precipitare in mare qualcosa che non viene identificato; la macchina dei soccorsi viene messa in funzione, ma non si riesce a trovare nulla. Come spiegazione assolutamente non plausibile si porta avanti quella abbastanza comune del pallone sonda. Tra aereo e pallone sonda c’è una bella differenza, non solo per la forma, ma anche per la velocità con la quale ci si scontra con la superficie del mare. Un pallone sonda, anche se floscio, strappato o bucato, comunque è fatto di materiale leggerissimo e magari contiene ancora delle piccole sacche di elio che impedirebbe di affondare a quanto rimasto. Questa ipotesi andrebbe, quindi, scartata a priori. Qualsiasi altro mezzo a parte un aereo metallico, sarebbe comunque rimasto a galla per un certo periodo di tempo ed i due avvistatori nel presidio di avvistamento, che di solito è una torre antincendio posta ad alcune decine di metri di altezza all’interno di parchi o pinete, l’avrebbero avuto sotto controllo con loro i binocoli. Secondo la Rai, invece, l’oggetto precipitato sarebbe stato simile ad un deltaplano: niente di più differente!

Rimane, quindi,  un avvistamento di oggetto non identificato, e come tale è presente nel catalogo “CrashCat” gestito dall’ufologo catanese Salvatore Foresta, nel quale vengono raccolti e schedati i casi italiani di oggetti non identificati visti precipitare a terra o in acqua.

Se osservate una luce o un qualcosa in cielo che, in tutta coscienza, non riuscite a spiegarvi, inviate una mail a misteri@ilfaroonline.it e mettetevi in contatto con il Cisu, al sito www.cisu.org oppure all’indirizzo www.ufotuscia.it

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