Progetto “Starlink”: ecco gli “Ufo” del miliardario Elon Musk


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Satelliti Starlink

Di: STEFANO INNOCENTI

Misteri – Il macroscopico fenomeno che negli ultimi mesi ha lasciato a bocca aperta molte persone testimoni di avvistamenti, viene spesso scambiato per Ufo. 

Dopo l’ultimo lancio del razzo Starship SN9, esploso all’atterraggio, abbiamo compreso quale sia la forza economica dello SpaceX del miliardario Elon Musk, che vuole a tutti i costi abbreviare i tempi del ritorno di astronauti sulla Luna e poi su Marte. Distrutto un razzo se ne fa un altro. Pronto lo SN10, già eretto sulla rampa di lancio. Parallelamente al progetto Spaceship c’è il progetto Starlink che prevede la messa in orbita di 12 mila piccoli satelliti per una connessione internet globale a banda larga. Con lanci ad intervalli regolari di gruppi di decine di satelliti come payload dei Falcon 9, si provvede alla mesa in orbita posizionandoli ad una altezza di circa 550 chilometri.

Questi piccoli satelliti, una volta distaccati dall’ultimo stadio del Falcon, si mettono in fila indiana e percorrono alcune orbite, quindi si distribuiscono nei punti predefiniti uno per volta, riflettendo la luce solare durante il loro tragitto, così che da Terra si riconoscano facilmente come ‘trenini’ di luce che incuriosiscono chi osserva.

Sono arrivate ed arrivano al Cisu (Centro Italiano Studi Ufologici, www.cisu.org) moltissime testimonianze di persone che, alzando gli occhi osservano queste file di puntini luminosi che si muovono tra le stabili luci di stelle, spiccando con la loro stranezza facendo scattare la psicosi dell’Ufo. Formazioni di astronavi, affermano i testimoni, ed in effetti non ci vanno molto lontano. Dopotutto i piccoli satelliti hanno un loro piccolo motore e si muovono nello spazio, benché si tratti ancora dell’atmosfera terrestre.

In seguito i minisatelliti si portano con il loro motore d’apogeo nella loro posizione definitiva, a 550 chilometri di altezza, al di sopra della quota dove si trova posizionata la Iss, Stazione Spaziale Internazionale. In breve tempo, dopo il passaggio dei ‘fili di perle luminose’, questi via via scompaiono come gruppo e iniziano a vedersi, con più difficoltà, da soli.

Il primo lancio di 60 satelliti fu effettuato il 24 maggio 2019, e ne sono poi seguiti altri 16 fino al 20 gennaio 2021, per un totale di 1015 piccoli satelliti in orbita. In totale saranno circa 12mila, per cui siamo ancora all’inizio della storia. La sequenza di luci ben allineate che transitano nella volta celeste con la frequenza di un centinaio di minuti, ne impiegano un paio per farsi osservare attraversando il campo visivo di quanti stanno col naso all’insù.

In diverse occasioni questo passaggio ha causato molta curiosità nei testimoni, generando segnalazioni ufologiche importanti, come ad esempio quelle che abbiamo ricevute nella scorsa primavera 2020. Sono molti, infatti, coloro che hanno creduto di assistere ad evoluzioni di oggetti alieni, o come alcuni le chiamano, ‘flotillas,’ che negli anni precedenti hanno rappresentato fonte di ansia e paura nell’America Latina (anche se spesso si trattava di centinaia di palloncini luminosi lanciati durante le festività locali senza aver nulla a che vedere con gli Starlink).

Se quindi osservate, nelle ore dopo il lancio, questi trenini di luci bianche, ovvero i riflessi della luce solare sui pannelli di celle fotovoltaiche dei satelliti che si stanno mettendo nelle posizioni preassegnate, controllate sul sito Find Starlink se nel vostro campo visivo siano passati in tutta la loro visibilità, e tranquillizzatevi. Magari se ci riuscite, fate foto o filmati, che dopotutto si tratta di un fenomeno astronautico molto bello e caratteristico.
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