Ufo a “ciambella” nei cieli della Svizzera: caso risolto?


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Ufo a "ciambella" nei cieli della Svizzera: caso risolto?

La foto che si è vista circolare nei giorni scorsi ha fatto sensazione sia nel mondo scientifico aerospaziale sia in quello ufologico. Si attendeva anche qualche spiegazione da quello astronomico: in passato alcune foto di razzi russi o americani, ripresi in momenti particolari dell’arrivo in orbita o del rientro in atmosfera, hanno mostrato figure geometriche pittoresche, come una spirale luminosa. Nel caso svizzero quel che è apparso in cielo è invece una ciambella colorata, o almeno questo è quanto fotografato.

Dobbiamo premettere che non si conoscono molti particolari sulla foto, ma l’immagine non è sembrata troppo strana a chi abbia una certa dimestichezza su quel che si vede nei cieli. Dicono le prime fonti apparse in rete che la notte di lunedì 8 novembre un fotografo di Zurigo, dopo aver puntato la sua fotocamera verso il cielo, avrebbe scattato diverse foto (non si sa se puntando verso la “ciambella” per caso o invece avendola vista con i propri occhi) e ne avrebbe ricavato quell immagine che ha fatto il giro del mondo: descritto come un ufo a ciambella o come donut, composto da alcuni anelli concentrici di colore blu brillante. A un primo esame, il fotografo avrebbe pensato di aver fotografato la capsula spaziale Endeavour, che proprio in quelle ore stava tornando sulla Terra con quattro astronauti a bordo, ma quell’oggetto era troppo distante e soprattutto non visibile dalla Svizzera.

Andando ad approfondire la questione, il collega del Centro Italiano Studi Ufologici Roberto Labanti mi fa sapere che la foto è stata in origine twittata dall’account @Eavix1Eavix, che si dichiara svizzero, nelle prime ore del 9 novembre. Il tweet però è stato successivamente cancellato (e l’account è quasi vuoto), se non fosse che @UfoofInterest ne ha salvato uno screenshot. Un altro collega del Cisu, lo svizzero Bruno Mancusi, mi comunica di aver fatto una ricerca a tappeto, ma tutte le fonti della notizia erano straniere, nessuna elvetica. Ha anche provato a controllare le edizioni Pdf del quotidiano di Zurigo 20 Minuten per l intera settimana, ma senza risultato. Non c’è nessuna prova o documentazione sul fatto che la foto sia stata scattata a Zurigo (e nella foto non si vedono riferimenti precisi come edifici, chiese, monumenti).

Sono in molti ad affermare che si sia trattato del rientro nell’atmosfera di un razzo o di un suo stadio, ma anche questa interpretazione non è verificabile perché manca l’indicazione dell’ora precisa in cui la foto è stata scattata. Non si può, quindi, escludere la più banale ipotesi che quella strana forma una stella (Sirio?) o un altro corpo celeste o spaziale (la stessa Stazione Spaziale ISS?) fotografato non troppo bene, con uno spostamento dello zoom o con qualche rifrazione nelle lenti dell’obiettivo.

A tentare varie ipotesi si sono impegnati astrofisici ed esperti aerospaziali, come se la spiegazione dovesse a tutti i costi essere relativa a qualcosa di materiale, di tecnologico, e forse è questo il problema che potrebbe sviare dall’effettiva comprensione del fenomeno. Se dobbiamo trattare questo caso come un qualunque avvistamento Ufo, per prima cosa dobbiamo rilevare che ci mancano tutti quei dati che di solito consideriamo indispensabili: a parte l’identità del fotografo/testimone, il luogo preciso, la direzione geografica verso cui guardava, l’ora esatta. Per non dire il tipo di fotocamera, l’obiettivo, il tempo di esposizione e gli altri dati tecnici. Non possiamo, quindi, farci raccontare cosa si vedeva ad occhio nudo, né tentare correlazioni tra quanto fotografato e quanto fosse visibile in cielo in quel momento.

Nella foto svizzera sembra poi che ci siano fenomeni di diffrazione, forse dovuti all’atmosfera, con quel colore iridescente che ricorda la scomposizione della luce solare negli arcobaleni, o meglio in quel fenomeno chiamato “gloria” o “spettro di Brocken” in cui la fonte luminosa (ad esempio il sole) traspare attraverso gocce d’acqua in una nube uniforme, come la nebbia. Si tratta di una combinazione tra diffrazione, riflessione e rifrazione, processo che non è pienamente chiaro, ma che sembra essere legato principalmente alla diffusione della luce sulla superficie delle gocce stesse. In ultimo, e probabilmente questa è la spiegazione giusta, sul canale YouTube di Space.com, Mick West ci mostra nel filmato. (Video – Space.com @MickWest)

Se osservate una luce o un qualcosa in cielo che, in tutta coscienza, non riuscite a spiegarvi, inviate una mail a misteri@ilfaroonline.it e mettetevi in contatto con il Cisu, al sito www.cisu.org oppure all’indirizzo www.ufotuscia.it

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