Civitavecchia, 1973: quando gli ufo provocarono un black-out


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Era il 29 ottobre del 1973, circa un mese prima della legge che fece piombare l’Italia nell’austerity, quando si cominciò a fare i conti con la mancanza di petrolio a causa della guerra arabo-israeliana, scoppiata il 6 di ottobre. La guerra ebbe pesanti conseguenze nell’economia e nella politica di molti Paesi in quanto i paesi arabi associati all’OPEC (l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) decisero di finanziare l’attacco di Egitto e Siria tramite pesanti aumenti del prezzo del barile e un embargo nei confronti dei paesi filoisraeliani, col via alla crisi petrolifera.

Con questo preambolo torniamo all’avvistamento di Civitavecchia: alle ore 19:30 di quel lunedì ci fu un’improvvisa riduzione dell’intensità dell’illuminazione urbana, che iniziò a tremolare ed affievolirsi progressivamente fino allo spegnimento definitivo. Come accade solitamente in questi casi, la gente si affacciò alle finestre per vedere se il black-out fosse limitato al proprio isolato o più diffuso. Molti notarono in cielo tre strani globi luminosi di color arancione, che roteando su se stessi si dirigevano a velocità vertiginosa da ovest verso est, come se rotolassero nel cielo. La grandezza apparente dei presunti ufo era circa quella del pianeta Venere. Il giorno dopo un meteorologo riferì che proprio in quel momento aveva scorto gli stessi oggetti procedere a zigzag e fermarsi più volte, e stimò che i corpi tondeggianti e dai bordi sfumati fossero ad una quota di 5000-7000 metri da terra.

Sembrerebbe proprio uno dei classici avvistamenti di ufo luminosi che provocano un’interruzione della corrente elettrica. In passato si è continuamente fatto riferimento a questi casi per correlare una ipotetica propulsione di velivoli extraterrestri allo spegnimento di luci ed apparati elettrici, come se il loro sistema si alimentasse del campo elettrico o elettromagnetico che si forma intorno ai tralicci di alta tensione. Secondo alcuni autori, l’avvicinamento dei “dischi volanti” assorbirebbe per induzione, come se fossero bobine di un trasformatore, e ruberebbe la nostra energia, mandando così in tilt le centrali elettriche che non potrebbero far fronte a questo ulteriore assorbimento. In letteratura ufologica si è parlato non poco di correlazioni tra avvistamenti ufo e centrali elettriche, oppure tra ufo e tralicci dell’alta tensione.

Questo tipo di fenomeni sembra puntare a qualcosa di fisico, di tecnologico, ma dall’origine non proprio chiara. Ma a questo punto nulla vieterebbe a questi ipotetici macchinari volanti di essere prodotti sul nostro pianeta, anche perché non si capisce come fuori dall’atmosfera terrestre o addirittura nel vuoto cosmico, costoro potrebbero rifornirsi di energia in questo modo. Almeno in questo caso, però, proviamo a ipotizzare un’altra spiegazione. Sappiamo che a sud di Civitavecchia esisteva la centrale termoelettrica Torrevaldaliga Sud, di proprietà della Società Tirreno Power, attiva tra il 1964 ed il 1973, che trasformava l’energia chimica da olio combustibile in energia elettrica ad alta tensione. Fu proprio l’austerity a far iniziare i dubbi sul suo funzionamento, con la sua trasformazione in termoelettrica a carbone, e quindi con la costruzione di un’altra centrale a Torrevaldaliga Nord. Una decina di anni dopo venne pure terminata la centrale nucleare di Montalto di Castro, ma questa è tutta un’altra storia. Quale quindi la spiegazione? Che la vecchia centrale non stesse funzionando a pieno regime a causa non degli ufo ma dei concreti problemi di approvvigionamento di combustibile dovuti alla guerra del Kippur, e fu solo un caso a far vedere in quel cielo, senza illuminazione, le tre luci di passaggio, che non necessariamente furono la causa ma per così dire l’effetto del black-out.

Se osservate una luce o un qualcosa in cielo che, in tutta coscienza, non riuscite a spiegarvi, inviate una mail a misteri@ilfaroonline.it e mettetevi in contatto con il Cisu, al sito www.cisu.org oppure all’indirizzo www.ufotuscia.it



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